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LA PEDAGOGIA WALDORF

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I PRINCIPI EDUCATIVI
 

Il peggio che si possa dare ai bambini
sono definizioni, concetti rigidamente limitati,
poiché questi non possono crescere,
ma il bambino cresce insieme al suo organismo.
Il bambino deve avere dei concetti plastici
che cambiano di continuo la loro forma
a mano a mano che diventa più maturo.
Concetti viventi si ottengono soltanto
se lo si introduce in quanto nel mondo
è vivente nella natura.
Egli acquista così concetti mobili
e la sua anima può crescere in un corpo
che cresce come la natura.

Rudolf Steiner

:: PRIMO SETTENNIO - GIARDINO D'INFANZIA
 
:: SECONDO SETTENNIO LA SCUOLA E IL METODO DIDATTICO
 
:: TERZO SETTENNIO - LA SCUOLA SUPERIORE
 
:: L'INSEGNAMENTO AD EPOCHE
 
:: ARTE E ARTIGIANATO COME NUTRIMENTO DELL'ANIMA
 
:: EDUCAZIONE SCOLASTICA E FAMILIARE
 
:: ATTUALITÀ' DELLA SCUOLA WALDORF
 
:: EDUCAZIONE COME COMPITO TERAPEUTICO
 
:: Rudolf steiner Il padre della medicina antroposofica
 
:: Sfolia il quaderno di Botanica della V^ Classe
 
:: I preparati biodinamici (settima classe)
 

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Altri approfondimenti sulla figura di Rudolf Steiner e il suo contributo: www.rudolfsteiner.it  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I PRINCIPI EDUCATIVI  

 

Sin dal 1919, Rudolf Steiner classificò chiaramente le fasi dello sviluppo in settenni, scanditi da importanti trasformazioni fisiologiche, quali la seconda dentizione (verso i 7 anni), lo sbocciare della pubertà (verso i 14 anni), il consolidamento definitivo della muscolatura e dello scheletro (verso i 21 anni). La regolare successione delle mutazioni fisiologiche accompagna l'evoluzione psichica e mentale, e ne è l'espressione esteriore; essa testimonia il processo del lento e graduale manifestarsi delle peculiari facoltà dell'animo umano del VOLERE, del SENTIRE, del PENSARE.

Ad ogni grado di maturazione e di sviluppo del bambino corrisponde uno sviluppo psichico ed una evoluzione spirituale ben precisi che non ammettono confusioni di tempi e di metodi da parte dell'educazione. Infatti proprio nel porgere ai bambini e agli adolescenti i tesori morali e culturali della nostra società noi disponiamo di uno strumento per plasmare e formare i giovani. Un uso errato (nei tempi e nei modi) di tali strumenti, lascia profonde lacune nell'animo dei giovani e, più spesso, incide negativamente sulle loro facoltà in via di sviluppo, mortificandole o depauperandole.

 

PRIMO SETTENNIO - GIARDINO D'INFANZIA 

 :: Gli asili della provincia di Trento 

Nell'età prescolastica del primo settennio domina l'impulso all'imitazione. Non solo le azioni visibili, ma anche i sentimenti delle persone che il bambino ha costantemente intorno a sé, vengono da lui assorbiti attraverso l'imitazione fino a divenire parte integrante della sua vita e del suo modo di agire. Le qualità morali che in questo modo accoglie in sé dall'ambiente sono determinanti per il suo avvenire. Se questa esigenza della prima infanzia non viene assecondata, l'individuo rimarrà per sempre un imitatore, un uomo inquieto ed insoddisfatto. L'uomo impara soltanto dagli uomini a diventare uomo. I passi fondamentali del suo sviluppo, camminare, parlare, pensare non hanno luogo se viene a mancare l'esempio umano.

Compito dell'educatore è quello di proteggere i piccoli dagli stimoli deleteri, che davvero non mancano nella società moderna, e di fornire con le attività un esempio da poter imitare.

Nel Giardino d'Infanzia non viene dato alcun insegnamento specifico, non ci si rivolge alla sfera conoscitiva, ma si cerca di vivere in un mondo ricco di immagini, di fantasia e di devota meraviglia. Laddove ce ne sia il bisogno si aiuta il bambino a riconquistare l'aspetto ludico, stimolando il gioco creativo. I giocattoli usati sono molto semplici, spesso non completamente definiti affinché le forze di fantasia del bambino possano attivamente impegnarsi a far vivere l'oggetto a seconda del suo desiderio, del suo gioco. Sono giocattoli costruiti spesso dalle maestre o dai genitori, a volte dai bambini stessi, con materiali naturali che permettano all'organismo sensorio in formazione di sperimentare una vasta gamma di percezioni. Per evitare di soffocare l'animo infantile con aridità concettuali si raccontano e si fanno vivere le fiabe con esperienze di colore, suono e movimento ritmico. In tal modo si cerca di creare attorno al piccolo un'atmosfera di calore che lo avvolga così come lo ha avvolto fin dai primi momenti di vita l'amore materno.

 

 

SECONDO SETTENNIO LA SCUOLA E IL METODO DIDATTICO 

  :: La scuola scuola di Trento

Il bambino nell'intero secondo settennio ricerca massimamente il rapporto con il mondo e con gli esseri che lo animano. Questo rapporto dapprima è mediato dalla figura dell'insegnante che con la sua autorità si pone come oculare verso l'universo. Nella Scuola Waldorf il maestro è UNICO per tutti gli otto anni del ciclo, senza cesura tra scuola elementare e media inferiore. Con lui collaborano gli insegnanti di materie specifiche quali le lingue straniere, l'euritmia, il lavoro manuale e la musica, ma è la sua figura ad avere il ruolo di punto di riferimento preciso e costante; è il maestro di classe l'autorità amata. Quando il bisogno di sentirsi appoggiati ad un maestro non è stato soddisfatto nella prima infanzia, accade talvolta, soprattutto negli anni dell'adolescenza che i ragazzi vadano a cercare surrogati dell'autorità che è loro mancata. La fiducia nell'insegnante che coltiva in sé e nell'alunno il buono, il vero ed il bello è la base di una sana autorità e di un sano sviluppo. Per arrivare a questo il maestro deve risvegliare, anzitutto dentro di sé le forse artistiche e con il loro ausilio deve saper vivificare ogni parola, ogni pensiero, ogni azione. Se si vuole coltivare la naturale ed innata artisticità del bambino, senza snaturare la sua crescita, la pedagogia deve diventare anch'essa un'arte. L'elemento artistico è considerato nelle scuole Waldorf un efficace strumento educativo ed un ineguagliabile metodo formativo. La pittura, la scultura, l'euritmia, la dizione, la recitazione, il canto, la musica, il lavoro artigianale e manuale accompagnano l'alunno per l'intero ciclo scolastico, risvegliando tutte quelle forze creative che sonnecchiano entro ogni individuo; ma ciò che conta veramente è che l'insegnante cerca di compenetrare d'arte tutte le materie scolastiche, ed in particolare quelle che di solito sono considerate semplicemen­te nozionistiche.

Il piano di studi delle scuole Rudolf Steiner mette al primo posto la necessità di porsi in relazione con la fase di sviluppo del bambino e quindi la scelta del momento in cui impartire un insegnamento.

Nella prima classe si respira ancora un'atmosfera di gioco; il maestro racconta le fiabe e presenta ogni argomento con l'ausilio di storie create da lui allo scopo di non costringere gli alunni ad accettare vuote astrazioni convenzionali appartenenti al mondo degli adulti.

L'euritmia fin dal primo anno fa parte del curriculum delle materie; si tratta di un'arte del movimento nata all'inizio di questo secolo grazie a Rudolf Steiner, con l'esercizio della quale si affina la capacità di ascolto di sé e si accrescono la sensibilità e l'attenzione verso gli altri, così utile nel sociale. Il lavoro manuale è una parte importante dell'attività scolastica; i bambini si cimentano con il telaio, la maglia, il cucito, il ricamo, l'uncinetto confezionando piccoli oggetti artistici, rendendo sempre più abili le mani e migliorando la capacità di concentrazione.

Fin dalla prima classe vengono portate ai bambini due lingue straniere solamente parlate, tendendo all'acquisizione del ritmo, della melodia del suono. In terza classe si effettuano lezioni di vita pratica in vari ambiti quali l'edilizia, l'agricoltura, l'orticoltura e si inserisce anche la ginnastica assecondando la maturazione fisica degli allievi.

Dai 9 ai 10 anni si affrontano più concretamente geografia, storia, scienze naturali e geometria evitando una trattazione aridamente nozionistica. L'astronomia viene trattata a partire dalla sesta classe.( SFOGLIA IL QUADERNO DI BOTANICA DELLA V^ CLASSE)

La storia prende le sue mosse dalle prime culture orientali via via arrivando a Greci ed ai Romani in sesta classe. Lo studio storico è strettamente connesso alle esperienze che di una determinata epoca si possono fare in disegno, modellaggio, pittura, euritmia e musica.

Sin dalla prima classe il disegno di forme ha accompagnato il bambino che ora da esso trae la geometria. Le stesse forme vengono esaminate non più solo artisticamente ma deducendo concetti geometrici piani dapprima e spaziali poi.

Dalla sesta classe inizia lo studio della fisica, privilegiando l'esperienza diretta e presentata in modo vivo dall'insegnante e dalla settima classe si prende in esame la chimica.

 

 

TERZO SETTENNIO - LA SCUOLA SUPERIORE 

 

All'epoca della pubertà nasce l'esigenza di sondare e comprendere tutti gli aspetti della realtà. Il ragazzo ha raggiunto la maturità necessaria per sviluppare interessi più profondi ed ha bisogno di persone che gli sappiano indicare il cammino non con l'autorità, questa volta, ma attraverso un buon rapporto reciproco, con adulti che lo aiutino a conquistare conoscenze e attività che diano senso alla vita. Mediante i propri pensieri e le proprie esperienze egli si orienta verso ciò che gli appare come ideale, cioè verso il sapere del maestro, la chiarezza del pensatore, oppure verso l'opera dell'artista. Nei giovani che grazie all'educazione ricevuta in precedenza, hanno acquisito sufficiente vitalità e sicurezza, l'esigenza di conoscere il mondo e l'umanità sorge in questi anni spontaneamente. Se il primo settennio è distinto dalle forze dell'imitazione e il secondo da quelle dell'autorità, il terzo settennio è caratte­rizzato dalla cosiddetta forza della libertà. Il giovane infatti, proprio in virtù delle forze individuali che ora si manifestano in lui in modo spontaneo, sente il bisogno di porsi in maniera personale di fronte alla vita. Gli insegnanti della scuola superiore cercheranno quindi di aiutare i giovani affinché trovino se stessi e, di pari passo, affinché diventino capaci di autonomia e di autogoverno e cercheranno di rendere attivo il loro pensiero compenetrandolo con forze di volontà. Un pensiero che si forma in tal modo protegge l'uomo dal pericolo di essere strumentalizzato e lo pone in condizione di assumersi la responsabilità delle proprie parole e delle proprie azioni.

 

L'INSEGNAMENTO AD EPOCHE 

 

Ogni giorno di scuola inizia con l'insegnamento principale, realizzando il cosiddetto INSEGNAMENTO AD EPOCHE. L'insegnante di classe affronta la medesima materia per un periodo di tre-quattro settimane. L'esperienza dimostra che dopo una lunga pausa, gli argomenti lasciati riposare e apparen­temente dimenticati, vengono ripresi con freschezza ed i problemi nell'appren­dimento vengono superati con maggiore slancio. Inoltre ci si dedica con la massima concentrazione ed intensità ad una disciplina, favorendone l'appro­fondimento.

 

ARTE E ARTIGIANATO COME NUTRIMENTO DELL'ANIMA 

 

 A scuola l'esperienza artistica accompagna costantemente gli allievi, rendendo interiormente vivo sia l'apprendimento legato allo studio, sia quello legato alla vita. Ecco le arti e le attività di artigianato che vengono proposte nel secondo settennio; altre ne verranno aggiunte nel terzo.

PITTURA, DISEGNO

Dipingere con gli acquerelli o disegnare liberamente è per i bambini il modo ideale di esprimere le proprie emozioni e anche di liberarsi da stati d'agitazione che a volte li opprimono.

Classe dopo classe i bambini passano da una fase più istintiva ad una più consapevole, partendo dal puro accostamento di colori fino ad arrivare alla raffigurazione e alla riproduzione. Giungono poi ad acquisire elementi più tecnici, come la prospettiva, il ritratto e il chiaroscuro che rispecchia i contrasti tipici dell'età adolescenziale.

Pittura e disegno sono spesso complemento di altre materie di studio, quali la storia, la geografia, la zoologia, la botanica...

MODELLAGGIO

Dall'asilo all'VIII Classe i bambini sperimentano prima il calore, la morbidezza e la malleabilità della cera, per poi passare alla plasticità più impegnativa della creta.

 

 

 

Le forme via via modellate hanno a che fare con gli argomenti di studio del periodo; si passa dunque dagli animaletti dai personaggi delle fiabe, ai mestieri, alla figura umana, agli animali studiati in zoologia, alle piante, fino ad oggetti, utensili e solidi geometrici.

SCULTURA IN LEGNO

Si inserisce dalla V o VI Classe per far sperimentare ai ragazzi che anche i materiali hanno una propria natura che va conosciuta e rispettata prima di poterli modellare. I ragazzi realizzano in legno oggetti e manufatti di vario genere.

MUSICA

L'insegnamento della musica, così come quello della pittura, non ha come fine quello di creare artisti in erba, ma quello di accompagnare la crescita delle capacità percettive ed espressive e della sensibilità dell'anima.

Dapprima i bambini sperimentano semplici melodie attraverso il canto, il flauto dolce e la lira. Negli anni seguenti si aggiungono, oltre ad altri strumenti, la scrittura musicale e lo studio della storia della musica. A volte si arriva a formare un'orchestra di classe o della scuola.

EURITMIA

L'euritmia è un'arte del movimento che rende visibili musica e parole. Battute, ritmo, note, intervalli, melodie, suoni, metrica e atmosfera interiore vengono espressi tramite il movimento, che quindi riesce a rendere manifesta la natura sia fisica sia spirituale dell'essere umano. L'euritmia, agendo sul bambino nel suo complesso, ha perciò una grande funzione equilibratrice e risanatrice.

RECITAZIONE

Anche quest'esperienza viene vissuta da tutti i bambini per l'intero percorso scolastico, con periodiche rappresentazioni di recite, concerti e spettacoli di euritmia. Offrire ad un pubblico il proprio lavoro educa al piacere di donare.

Preparare uno spettacolo teatrale, calarsi in un personaggio, armonizzarsi con gli altri, sviluppa la fiducia in se stessi e il coraggio. 

GIARDINAGGIO, FALEGNAMERIA, LAVORI MANUALI

Dare forma o vita con le proprie mani. Ecco il senso di queste discipline che, in misura diversa, accompagnano i bambini fin dalle prime classi. Sviluppare il senso del tatto, l'olfatto e il buon gusto ed esercitarsi a compiere certi movimenti in modo corretto aumenta le forze vitali del bambino e lo educa al rispetto, alla cura e al senso etico.

 

 

 

EDUCAZIONE SCOLASTICA E FAMILIARE 

 

In una pedagogia che mira alla formazione dell'individuo prima che alla resa nozionistica, grande peso viene dato alla interazione tra insegnanti e genitori. I genitori sono invitati regolarmente a riunioni di classe, a serate pedagogiche e a seminari informativi.

Gli insegnanti seguono gli allievi oltre la porta di scuola interessandosi di come essi vivano anche al di fuori del momento di socialità scolastica. Questo perché il processo educativo non si può delimitare in sfere nettamente distinte. La vita a scuola e la vita a casa fanno parte di un unico momento di crescita che interessa il bambino, l'adolescente ed il giovane e gli educatori, siano essi genitori o insegnanti, sono tenuti a collaborare pur avendo separati campi di azione.

La Scuola Waldorf si ispira ai valori ed alle fonti del Cristianesimo, pur dichiarandosi non confessionale. La dimensione religiosa fa parte integrante del piano di studi e compenetra le varie materie. L'insegnamento religioso vero e proprio viene comunque istituito solo su richiesta delle famiglie, nel pieno rispetto delle loro convinzioni ed all'insegna della più ampia tolleranza.

 

ATTUALITÀ DELLA SCUOLA WALDORF 

 

Il mondo attende i giovani ed in essi il futuro diventa concreto. Dalle scuole Waldorf ci si aspettano giovani che sappiano utilizzare creativamente le nozioni apprese, ma ancor di più, che attraverso un pensiero animato di fantasia e volontà sappiano individuare nelle situazioni più diverse, le giuste soluzioni. Queste facoltà di immedesimazione e responsabilità sono insostituibili in qualsiasi uomo ed a ben guardare, ciò è richiesto in larga misura dal mondo produttivo, imprenditoriale, sociale ed artistico. Ciò non toglie che agli appuntamenti di verifica, gli allievi debbano possedere il bagaglio di conoscenze richiesto normalmente dalla programmazione ministeriale. Lo scenario di esperienze che gli allievi vivono, come si evince dal piano di studi, è veramente il più ampio possibile ed interessa tutte le sfere di attività: dalla pratica agricola e di officina, alla creatività pittorica e scultorea, alla razionalità logica e matematica. In ognuna di queste sfere l'allievo lavora per sviluppare facoltà morali più che concetti da ritenere mnemonicamente. Tali facoltà saranno poi la base per lo svolgimento di qualsivoglia professione.

 

EDUCAZIONE COME COMPITO TERAPEUTICO 

 

Rudolf Steiner disse frequentemente agli insegnanti che una sana pedagogia è la migliore medicina preventiva.

Effettivamente tutto il corpo, dalla testa ai piedi (e non solo il sistema nervoso), in tutti i suoi organi e processi è uno strumento fedele dell'anima; ogni funzione psichica ha come presupposto una funzione corporea e viceversa. Nel periodo della crescita, dalla nascita alla maturità, ogni organo, ogni funzione, ogni apparato, ricevono la giusta maturazione e costituzione, la futura disposizione ad essere sani o malati.

Nel primo settennio il bambino è tutto organo di senso, vive nella costante imitazione di ciò che percepisce nell'ambiente: il processo percettivo non è arrestato dalla coscienza, in quanto non è ancora avvenuta l'emancipazione dei processi psichici da quelli organici, ma sfocia negli organi. Si giunge ad una imitazione organica. Il criterio pedagogico fondamentale è una corretta igiene dei sensi, della qualità di tutto ciò che cade nell'ambito percettivo del bambino. Si gettano in tal modo le basi per un sano sviluppo corporeo, per un vigoroso dispiegarsi della volontà e della vita etica.

Con il cambio dei denti a 7 anni circa, il processo corporeo giunge ad un certo compimento, il bambino è pronto per la scuola. Ora ogni materia d'insegna­mento, diventa un nutrimento per lui. La domanda che il maestro si pone è: è adatta questa materia alla situazione evolutiva attuale corporea, psichica e spirituale del bambino? Cosa succede fisiologicamente e psicologicamente durante l'insegnamento della matematica, piuttosto che del canto o di una lingua straniera? Paura, ansia, apprensione, attese, speranze, gioie, delusioni afferrano tutto l'essere del bambino, modificano il respiro, l'attività cardiaca, le secrezioni ghiandolari, la crescita corporea. Qui l'educazione diventa un compito terapeutico. Il piano di studi della Libera Scuola Waldorf è adattato alla fisiologia del bambino in crescita.

Nel secondo settennio si delinea nettamente il temperamento (melanconico, sanguinico, flemmatico, collerico) e quindi sorge la possibilità da parte dell'edu­catore di armonizzarlo, in modo da impedire che certe unilateralità diventino la base di future patologie. Inoltre si sviluppano e maturano gli organi del sistema ritmico, cuore e respirazione, che rappresentano la base organica della vita del sentimento. In questa fase, un'educazione non artistica, arida, astratta, creerà le basi per una maturazione insufficiente o deformata della vita del sentimento e una debolezza dell'apparato cardiovascolare e respiratorio. Nel terzo settennio si completa lo sviluppo del ricambio, della regolazione ormonale e sessuale, il corpo raggiunge la sua statura definitva. Ora si deve sviluppare una capacità autonoma di giudizio, interesse per il mondo e la vita sociale. Le scienze hanno il grande compito di destare tale interesse. Laddove tale entusiasmo non viene suscitato e l'anima non trova il suo nutrimento, il giovane cerca altrove dei surrogati per riempire il vuoto (alcool, droga, sesso...). La volontà non educata e non impegnata può riversarsi caoticamente nel mondo in atteggiamenti aggressivi o violenti o ritirarsi sconfitta in sé stessa nell'abulia, nel disimpegno sociale e nell'indifferenza. Ci troviamo di fronte ad un compito importante: non si tratta solo di creare le basi per un sano sviluppo fisico, psichico e spirituale dell'uomo, ma anche quelle di un sano organismo sociale. Creando le basi per un sano e vigoroso sviluppo del volere e della vita morale, di un'armonica e cordiale vita del sentire, di un'autonoma vita del pensare, poniamo nel mondo uomini che hanno la volontà e la capacità di affrontarlo e di trasformarlo con i loro migliori impulsi. Così la salute sociale è il punto finale del compito terapeutico dell'educazione. Se sono state poste le giuste premesse per lo sviluppo del volere, del sentire e del pensare nei tre primi settenni, l'uomo potrà sempre più sollevarsi verso le sfere del Bene, del Bello e del Vero e sarà in grado di realizzare la sua piena dignità umana.

Altri approfondimenti sulla figura di Rudolf Steiner e il suo contributo: www.rudolfsteiner.it